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The Digital Forma Urbis Romae Project |
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Fragment #010g (marble, 3 feet long, 150 pounds) Click here for a 1669 x 1045 pixel (296KB) or 3337 x 2090 pixel (775 KB) version of this fragment (mosaiced from several high-resolution photographs) |
A collage showing all 1,163 fragments Click here for a 1750 x 1188 pixel (598 KB) or 3500 x 2376 pixel (2.2 MB) version. (The original is 7000 x 4752 pixels.) |
English version
(piu recente)
I recenti progressi nella tecnologia dei "laser rangefinder", insieme con lo sviluppo di nuovi algoritmi all'università di Stanford per combinare insieme immagini a colori e a range multiplo, permettono di digitalizzare accuratamente la forma ed il colore degli oggetti fisici. Come applicazione di questa tecnologia, un gruppo di 30 persone dall'università di Stanford e dall'università di Washington, comprendenti professori, studenti e personale organizzativo, ha passato l'anno accademico 1998-1999 in Italia scannerizzando le statue e le strutture archittetoniche di Michelangelo. Durante il nostro anno all'estero, siamo stati coinvolti in diversi altri progetti di scannerizzazione tri-dimensionale. Uno di questi è stato la digitalizzazione della Forma Urbis Romae, una gigantesca mappa della Roma antica incisa su lastre di marmo risalente al 200 A.D.
La Forma Urbis è probabilmente il documento singolo più importante della topografia della Roma antica. Con una dimensione di 60 piedi di larghezza e 45 piedi di altezza, essa mostra ogni ogni strada, edificio, casa e scala della città - una abilità cartografica che non è mai stata ottenuta nei tempi moderni. Sfortunatamente, la mappa è ridotta in frammenti - 1.163, e non tutti i frammenti esistono ancora. Ricomporre questo gigantesco puzzle è stato uno dei grandi problemi non risolti dell'archeologia classica. Ma supponiamo di scannerizzare tutti i frammenti in un computer; potrebbe un programma scritto da un computer risolvere automaticamente il problema? Questo è quello che stiamo provando a fare.
I frammenti della Forma Urbis presentano differenti indizi per chi voglia tentare di risolvere il rompicapo: il tipo di incisioni sulla superficie, la forma bi- e tri- dimensionale delle superfici dei bordi, lo spessore e le caratteristiche fisiche dei frammenti, la direzione della venatura del marmo, le corrispondenze tra la topografia rappresentata sul singolo frammento e i ritrovamenti archeologici nella città di Roma, e così via. Abbiamo delle idee, non ancora verificate, su come utilizzare ciascuno di questi spunti. Per poter verificare ciascuna di queste idee, dobbiamo prima di tutto costruire dei modelli tridimensionali geometrici e fotografici di ciascun frammento della mappa, e la risoluzione di questi modelli deve essere di 1 mm o più. Per ottenere i dati tridimensionali di cui abbiamo bisogno, durante l'ultimo mese della nostra permanenza in Italia l'anno scorso, abbiamo spostato i nostri computers e i nostri scanners da Firenze a Roma, e in una maratona di scannerizzazione durata tre settimane, lavorando 24 ore su ventiquattro, abbiamo digitalizzato ciascun frammento della mappa.